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Reunited-Leaving Las Vegas.

“Per me il fatto è che in fondo tutti e due sapevamo di avere poco tempo.
E io,lo avevo accettato per quello che era.E non m’aspettavo che cambiasse.
E credo che lui sentisse per me la stessa cosa.
Avevo bisogno del suo dolore, e lui del mio”.

Silenzio in sala per favore che questa pellicola è di Mike Figgis: regista, sceneggiatore, produttore, direttore della fotografia, attore e anche musicista preparato, che firma quasi tutte le colonne sonore delle sue pellicole ( suonando eccellentemente la tromba).

Via da Las Vegas è solo uno dei suoi celebri film, candidato all’ Oscar nel 1996, tratto dall’ omonimo romanzo di John o’ Brien, con un incredibile Nicolas Cage, che ammise di essersi realmente ubriacato per prepararsi meglio al ruolo.

Figgis qui oltre che regista, si ritaglia un cammeo dove veste i panni di un mafioso russo. Poi ci regala l’ incredibile colonna sonora.

Stessa storia per ” La perdita dell’ innocenza”, del 1999.

La vicenda racconta la vita sessuale di un regista cinematografico, Nic, suddivisa in 3 parti ma raccontata con un escamotage stilistico della narrazione che non procede secondo una linea retta. Lo rende avvincente e stimolante, proprio perché la diegesi non procede regolarmente.

Qui Figgis accosta musica da camera ( Mozart, Chopin, Schumann, Beethoven) a sue composizioni tra le quali Twins e An eye for an eye.

Buona visione e buon ascolto.

Non si può sempre lavorare…in quarantena.

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imperfect in my own way

imperfetta a modo mio.

ISTRUZIONI PER L’ USO:

MA VA. Che istruzioni? Io? Io non ho nulla da insegnarti mio caro lettore. Fai di me ciò che ritieni opportuno. Usa le tue mani sporche sullo schermo, ignorami o as-saltami.… io ste cose le sopporto e le trasformo…lasciami il muco e le lacrime e te le assorbirò. Il sudore, l’unto e il sangue e ti restituirò vibrazioni di energia e sole. Godrò in silenzio, se pur mi abbandoni, delle lunghe giornate in cui qualcuno, seppur per un attimo ha assaporato il mio tesoro. C’e’ in fondo a tutto…tu cercalo….

I’mperfection.

ho sempre voluto scrivere un libro, per cui oggi, 15 marzo 2020, costretta a stare chiusa a casa da una pandemia mondiale, inizio un blog.

Dirò la verità su me stessa, perciò se stai solo sfogliando la prefazione ed ancora non hai pagato, salvati. (resta dai scherzavo è gratis).

 Te lo concedo. Io non voglio essere rete. Non ti trattengo in questo mio flusso di coscienza. E se stai pensando “mado, oggi, solo tu ci mancavi”, sospira, non sentirti uno stronzo per averlo pensato senza darmi un’ opportunita per capire dove andavo a parare. O segnare, dipende. Sai io sono una gran tifosa di calcio. Ah no non lo sai che tu non mi conosci ancora.

Ma se invece, decidi di non lasciarmi sola, e di ascoltare, almeno tu, sconosciuto “di fronte a me”, allora mettiti un po comodo.

 Se fumi la pipa organizza l’ occorrente cosi poi non ti faccio scomodare.

Se sei un golosone, prepara i biscotti. Entreremo nei lati oscuri della mia personalità: quelli sono fondamentali. Ricorda: non è un’ esercitazione.

Se sei un emotivo, prendi direttamente un asciugamano. I fazzoletti non bastano. Non dico che piangerai per forza, o che ti riconsocerai un po’ in me, pero’ magari ti sbellichi dalle risate. E io sarò, allora davvero felice. Ho letto da qualche parte, non so dove, che se ridi o pensi gioiosamente a qualcuno, quello anche se dall’ altra parte del mondo, lo percepisce e di rimando ride. Mi piace piu questa versione che quella della farfalla e dell’ uragano. Io, le tempeste emotive le vorrei solo nel cuore ma per sentire che mi scoppia quando sto tra le sue braccia. Per il resto, preferisco una storia in cui ridiamo tutto il tempo.

Se sei un criticone, allora, sii indulgente con me per favore. Ricorda che se punti il dito verso di me, 3 falangi son dirette a te. Tie.

Scherzo, non ti offendere. Facci il callo. Porta il tuo dito alla bocca, inumidiscilo leggermente e click                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                              Lo spettacolo comincia, ho finito di tergiversare, avrai presto ciò per cui in fondo non hai pagato: la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità. Lo giuro.

             Ho una malattia mentale

Che si chiama fantasia

A volte straborda un po’….

Tutto ciò che mi muove però

Te lo garantisco

È il cuore.

Ne ho uno piccolo in fondo in fondo

Fa una gran luce che spesso mi tiene sveglia.

Amico però lui,

più rimane vivo

e più combatte i mostri sotto al letto.

Che ci sono si sa.

Esistono.

Ne abbiamo tutti qualcuno.anche chi non vuole ammetterlo.

Che chissà poi perché…

Siam tutti bambini.

Bambini più alti…

Tengo sempre la musica a palla

Che in testa ho pensieri.

Io ringrazio tutti cosi.

Quelli che comunque mi pensano oggi.

Ma soprattutto c’ erano nei miei “ieri”…

Vabbe oh. Sta poesia va cosi.

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Torneranno di moda le poesie d’amore…

La maggior parte del mio tempo lo impiego usando le mie risorse personali. Anche le ricette. Non ho bisogno in effetti di chissà cosa. Era la mia passione fin da piccola, percio ho i miei quaderni. Lo trovo rassicurante ogni tanto non affidarmi al marasma sul web.

Stamattina avevo voglia di un buongiorno. Di qualcosa che non mi facesse sentire sola.

Percio ho creato dei pancake della fortuna…

Con i pochi ingredienti che avevo ho riadattato la ricetta originale… li ho lasciati cuocere per pochi minuti al forno piuttosto che in padella…così nel frattempo mi sono preparata dei bigliettini. Il risultato finale è quello che si intravede nella foto sullo sfondo.

La reale difficoltà di questa ricetta non è stata montare a neve i 3 albumi. Ne mescolarli a farina zucchero e vaniglia.

Ma è stato abbattere il disagio di scrivere dei bigliettini per me.

Perche farlo? Dopo mezz’ora in cui avevo già rinunciato però ho capito. mi sono rialzata e ho fatto tutto.

Meno male. Erano deliziosi.

Il cibo non è solo nutrimento per il corpo. Ma lo è anche per la mente. Anzi…secondo me parte sempre tutto da la…

Filmografia:

“Pomodori verdi fritti alla fermata del treno”, di Jon Avnet.

“Delicatessen”, di Jean-Pierre Jeunet.

Bibliografia:

“Il pranzo di Babette” di Karen Blixen

“La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”, di Pellegrino Artusi

Nobu. L’autobiografia – Nobu Matsuhisa

Pizza Hero – Gabriele Bonci

Discografia:

“From here to eternity. LIVE”, The Clash.

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La trasformazione


Cosa fa un’ ottimista di fronte allo sfacelo?

Ci vedo la possibilità di trasformare le cose.

È ciò che fai della perdita e del dolore che fa la differenza.
E la malinconia…pure quella teniamo…non va mica sprecata.valiamo quello che lasciamo sul tavolo..

Le dinamiche e le reazioni che possono scaturire da questa improvvisa, sconvolgente vicenda che stiamo vivendo, caro lettore sono infinite.

A volte, potremmo aver subito una serie così letale di contraccolpi dalla vita esterna, da sentirci impotenti, bloccati in un ciclo.

Ebbene, può darsi. Capita.

Ma quello che ho imparato, attraverso anche lo studio della filosofia buddista, è che Alzando la testa, guardando in faccia il problema, possiamo innescare la nostra personale rivoluzione umana, cioè affinare la nostra propria conoscenza dell’ umanità.

Adesso per non annoiarti troppo (ma tanto leggere qua è gratis perciò non sbuffare), ti lascio quello per cui in fondo sei qui..

A presto

Filmografia:

“Ogni maledetta domenica”, di Oliver Stone.

“Prova a prendermi”, di Steven Spielberg.

“The Martian”, di Ridley Scott.

“Goonies”, di Richard Donner.

Bibliografia:

“Il signore delle mosche”, di William Golding.

“La scoperta della lentezza”, Sten Nadolny.