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La poesia salverà il mondo…

Il cuore non è mai al sicuro e dunque,
fosse pure in silenzio, non vantarti
della vittoria o dell’indifferenza.
Rendi comunque onore a ciò che hai amato
anche quando ti sembra di non amarlo più.
Te ne stai lì tranquilla? Ti senti soddisfatta?
Potresti finalmente dopo anni
d’ingloriosa incertezza, di smanie e umiliazioni,
rovesciare le parti, essere tu
che umili e che comandi? No, non farlo,
fingi piuttosto, fingi l’amore che sentivi
vero, fingi perfettamente e vinci
la natura. L’amore stanco
forse è l’unico perfetto.

Un nome che non dovrebbe aver bisogno di presentazioni è quello di Patrizia Cavalli, una delle poetesse italiane contemporanee più importanti. I suoi versi sono un insieme di parole, immagini, stati d’ animo che ti prendono, scandagliando inevitabilmente l’ anima. Quella che avete appena letto è stata la 4 poesia più letta nel 2019. Se non la conoscevate son orgogliosa di esser stata io a presentarla.

Siamo di fronte ad una scrittura vera, avvincente, pensante, una scrittura che ha trovato la sua fonte di ispirazione nel confronto con la vita e con il mondo dell’immagine, in una forma stilistica che si risolve in una raffinata e articolata struttura tecnica.

“È tutto così semplice, sì, era così semplice, è tale l’evidenza che quasi non ci credo. A questo serve il corpo: mi tocchi o non mi tocchi, mi abbracci o mi allontani. Il resto è per i pazzi.” (Patrizia Cavalli, da Pigre divinità e pigra sorte

DISCOGRAFIA:

L’ amore non esiste, di Silvestri, Fabi, Gazze’.

Stand By Me, di Ben E. King

Songs of Innocence e Unfogettable Fire, entrambi dischi degli U2.

Chet Baker. Tutto.

BIBLIOGRAFIA:

Datura, di Patrizia Cavalli

Che tu sia per me il coltello, di David Grossman

Cent’anni di solitudine, di Gabriel García Márquez

FILMOGRAFIA:

L’ attimo fuggente, Peter Weir.

Il cielo sopra Berlino (Der Himmel über Berlin), di Wim Wenders.( Le poesie di Rainer Maria Rilke hanno parzialmente ispirato il film.. Il regista ha chiesto la collaborazione di Peter HandkePremio Nobel per la letteratura 2019, per scrivere molti dei dialoghi, e nel film ricorre spesso la poesia Lied vom Kindsein).

Baci. Virtuali.

@bettyrsc on Instagram for more info.

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Il codice del samurai

6 aprile 2020. Inizio della 5 settimana di reclusione nelle case di tutta Italia.

“Si dice che ciò che siamo soliti definire “lo spirito di un epoca” sia una cosa a cui non possiamo tornare.
Il fatto che questo spirito tende gradatamente a dissiparsi è dovuto all’approssimarsi della fine del mondo. Pertanto sebbene coltiviamo il desiderio di riportare il mondo contemporaneo allo spirito di cento o più anni fa, ciò non è possibile, dunque è importante che da ogni generazione si tragga il meglio.”

dal film “Ghost Dog”.

Moderno cavaliere errante, micidiale assassino, è chiamato Ghost Dog perché, come un cane fantasma, non lascia tracce. Comunica solo con piccioni viaggiatori, malinconico, schivo, usa poche parole auto-emarginatosi da un mondo che vede ostile, ha le movenze agili di un ballerino, appassionato di cartoni, afroamericano con un cuore da Samurai.

Ecco qua “Ghost Dog, la via del samurai”, il capolavoro di Jim Jarmush che dirige un altrettanto eccelso Forest Whitaker, in un gangster movie dove però la violenza viene filtrata attraverso la lettura di riferimento del protagonista, sua Bibbia personale: si tratta del Libro del Samurai, che lo contraddistingue infatti per generosità d’animo e rispetto per i più deboli.

È un film che si nutre di opposti tra sparatorie, humour e filosofia zen, che sottolinea come entità separate possano appartenere allo stesso movimento dell’ essere.

Consiglio questo film perché è un affresco perfetto di una società svuotata dai valori morali, alla ricerca, improbabile ma a suo modo romantica di nuovi codici comportamentali ed etici.

Che sia d’ ispirazione o di puro svago in un momento storico certamente non facile, in cui credo un po’ tutti si siano posti delle domande su se stessi. Sicuramente vi entrerà nel cuore.

Buona visione.

DISCOGRAFIA:

In questo caso ascoltate proprio il disco della colonna sonora del film, di Rza, alias Robert Fitzgerald Diggs, rapper, produttore e leader dei Wu Tang Clan.

Killah Priest.

Public Enemy.

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Telefono Casa

Durante una missione sulla Terra per studiarne la vegetazione, una navicella aliena dimentica uno dei membri dell’equipaggio al momento della partenza. L’alieno, abbandonato in un mondo che non è il suo, trova aiuto e amicizia tramite un bambino umano di 10 anni, Elliot. Il ragazzo, e i suoi amici, aiuteranno il piccolo alieno a rimettersi in contatto con i suoi simili per tornare a casa.

Sicuramente ET, non ha bisogno di presentazioni. È uno di quei film, che non sai come, ma appartiene al tuo bagaglio culturale. Segna un passaggio per chiunque a quanto pare.

Forse però non tutti sanno che… uscito nel 1982 NON VINSE L’OSCAR ne come miglior film, ne per regia, sceneggiatura o fotografia

Incredibile. Personalmente ho sempre trovato questa scelta completamente sbagliata. Ingiusta a dirla tutta. Li vinse Gandhi, che sarà pur sempre un bel film , ma non poteva nemmeno competere con la GRANDEZZA, il GENIO, e la POESIA di un maestro SPIELBERG, in pieno stato di grazia.

ET era ed è un film completamente innovativo. Una sceneggiatura altamente più originale di quella scritta ispirandosi alla vita reale del Mahatma Gandhi, al venticinquesimo posto nella classifica dei “100 film americani più belli di tutti i tempi”.

Spielberg ha dichiarato di essersi ispirato alla storia di Peter Pan: i protagonisti infatti rappresentano i bambini sperduti, mentre E.T. è Peter.

Il piccolo alieno viene aiutato dai ragazzini proprio come Peter viene salvato dai bimbi sperduti contro i pirati (che in E.T. sono gli scienziati).

I produttori, insieme al regista, concordarono sul fatto che E.T. doveva essere brutto ma non spaventoso.

“Una tartaruga senza guscio. La tenerezza e l’affetto che suscita non si deve basare sul fatto che è carino.”

Una delle scene più spettacolari, non solo del film, ma dell’intero panorama cinematografico, è sicuramente quella in cui E.T. spicca il volo con Elliot sulla bicicletta (scena che in seguito è stata più volte citata e omaggiata in tante altre pellicole).

Quello che potreste non sapere è che la scena in questione è a sua volta un omaggio ad uno dei film preferiti di Steven Spielberg, Miracolo a Milano di Vittorio de Sica… film nel quale “i barboni volavano in piazza Duomo”.

Questo è il bello del cinema…quando pensi che sia arrivato il THE END, se vuoi scopri il seguito…e il seguito..e il seguito…

FILMOGRAFIA:

ET, Stephen Spielberg

MIRACOLO A MILANO, Vittorio De Sica

TELEFILM:

STRANGER THINGS

BIBLIOGRAFIA:

PETER PAN E WENDY, opera teatrale di J. M. Barrie

LA STORIA DEI MIEI ESPERIMENTI CON LA VERITA, Mahatma Gandhi